Titolo: Yellowface
Autrice: Rebecca F. Kuang
Editore: Mondadori
Anno: 2024 (edizione originale 2023)
Traduttrice: Giovanna Scocchera
Stelle: 4,5 su 5
Pagine: 284
In due parole: una scrittrice assiste alla morte della sua amica/rivale anch'essa scrittrice e le ruba il romanzo appena concluso
June è una scrittrice che non riesce a sfondare, Athena sua ex compagna e scrittrice lei stessa invece ha sfondato, è l'enfant prodige dell'editoria USA. Si vedono per festeggiare l'ultimo successo di Athena e mentre sono a casa di questa lei muore in un modo assurdo e terribile. June nonostante lo choc ha la prontezza di rubarle il manoscritto inedito, di portarlo a casa, rivederlo, pubblicarlo e trovare finalmente il tanto agognato successo. I problemi cominciano subito: prima riceve accuse di appropriazione culturale (lei bianca scrive dei Chinese Labour Corps https://en.wikipedia.org/wiki/Chinese_Labour_Corps) e poi accuse sempre più esplicite di aver rubato il lavoro di Athena (che invece era cino-americana). Francamente antipatica e meschina, nel romanzo scritto in prima persona, June racconta tutto quello che non vorremmo sapere sull'industria editoriale (non so quanto sovrapponibile con l'editoria del nostro paese) e sulle ambizioni di chi fa dello scrivere la sua ragione di vita. Vuole il successo, la gratificazione che ne consegue, la notorietà, l'attenzione del mondo, è ossessionata dai social network e ogni critica diventa una questione personale, in cui probabilmente c'entra anche il senso di colpa. June non ha scrupoli nel difendere il successo ottenuto e non si ferma davanti a nulla o quasi. Perfido in più di un passaggio, divertente e dissacrante, Kuang ha origini cinesi e prima di questo ha scritto una trilogia fantasy di buon successo, deve essersi tolta con Yellowface parecchi sassolini dalle scarpe.