lunedì 6 gennaio 2025

A tempo perso

Vivo in questo modo e in questo tempo, nel mio piccolo cerco di fare qualcosa, sia direttamente con l'attivismo che indirettamente tramite il voto e le scelte di consumo (giusto per fare qualche esempio di possibile impegno). Ma temo che gli sforzi miei e di altrə non serviranno a nulla se il mondo continuerà ad andare avanti in questo modo. Se fossimo davvero una specie intelligente a quest'ora dovremmo essere tutti impegnati a contrastare il cambiamento climatico mettendo fine a tutte le guerre, rivedendo drasticamente il nostro modello di sviluppo, diminuendo i nostri consumi, dando supporto ai paesi più colpiti dall'aggravamento delle condizioni meteo. Ma evidentemente non lo siamo, se davvero lo fossimo non avremmo neanche innescato il cambiamento climatico quasi irreversibile che stiamo vivendo. 

Appartengo ad una specie mortale e quest'anno a maggio ho perso per sempre il mio papà, si chiamava Paolo, era nato il 24 ottobre 1932 e aveva dei bellissimi occhi azzurri. Se sono diventata una lettrice è anche merito suo,  con mia madre Iolanda avevano messo su una piccola collezione di libri di avventure per noi figlie e figli: Emilio Salgari, Jules Verne, Alexandre Dumas, Robert Luis Stevenson... da ragazzina li ho letti e riletti e ho letto e riletto anche testi forse non proprio adatti alla mia età di allora, ma a casa mia certe distinzioni non si facevano. Ho sempre letto, a tempo perso e non.

A tempo perso quindi ecco la mia classifica di fine anno. In questo 2024 piuttosto complicato ho letto 59 libri, sfogliando complessivamente 20.289 pagine (secondo Anobii le pagine sono di più: 22.350), la media dei voti è di 4 stelle su 5. Ci sono 11 riletture e infatti ho deciso di inserire una categoria a parte e aggiungerne una nuova: memoir cioè quei libri autobiografici e/o di autofiction di cui ormai sembra non se ne possa fare a meno. 

Per la categoria nuove uscite (libri cioè usciti nel corso dell'anno o al massimo l'anno precedente) metto sul podio Cuore Nero di Silvia Avallone. A suo tempo mi era piaciuto molto Acciaio ma poi Marina Bellezza mi aveva deluso molto, ho smesso di leggerla quindi ma di questo ultimo avevo ascoltato un bel dialogo suo con Silvia Nucini nel podcast Voce ai libri e mi sono convinta a darle un'altra possibilità. Direi che ho fatto benissimo.

Per la categoria libri italiani recenti (usciti cioè da non più di 5 anni) vi segnalo La ricreazione è finita di Dario Ferrari, era candidato per la dozzina del Premio Strega 2023, come hanno fatto a non selezionarlo proprio non lo so, io l'ho trovato bello e interessante.

Per la categoria libri stranieri recenti (vedi sopra) ne ho ben tre molto diversi tra loro: Demon Copperhead di Barbara Kingsolver (Premio Pulitzer 2023 e scusate se è poco) Verso il paradiso di  Hanya Yanaghira e Il peso di Liz Moore. A parte il primo pubblicato qui da noi nel 2023 gli altri due sono usciti entrambi nel 2022, di Yanaghira conoscete e forse avete letto Una vita come tante, che è un bagno di sangue emozionale, questo è altrettanto bello ma per certi versi più sostenibile a livello emotivo. 

Per la categoria saggi ne ho due: Processo alla Resistenza di Michela Ponzani sulla persecuzione giudiziaria a cui vennero sottoposti partigiani e partigiane, che poi si risolsero in un nulla di fatto a fronte di lunghi anni passati in prigione; Il secolo mobile di Gabriele Del Grande che parla di migrazione con intelligenza, partecipazione e soprattutto proposte.

Per la categoria graphic novel (o più prosaicamente fumetti): Uniti nella stessa lotta di Stefano e Tommaso Catone e Questa notte non sarà breve di Zerocalcare per Momo Edizioni. Il primo è su Giacomo Matteotti di cui è ricorso il centenario dell'assassinio e il secondo sul caso Ilaria Salis e non solo, lo potete comunque leggere online su Internazionale

Per la categoria classici (libri usciti da un bel pezzo ma che inspiegabilmente non avevo ancora letto) quest'anno non ne ho nessuno, ho però riletto La Signora Dalloway, Una stanza tutta per sé e Orlando di Virginia Woolf, direi che ci si può stare.

Come scrivevo sopra ho aggiunto una nuova categoria, quella del memoir o autobiografia o autofiction o come volete definirla, cioè libri che parlano dei fatti personali e non di chi li scrive. Un genere forse un po' abusato ultimamente ma tant'è, anche questo è un segno dei nostri tempi autorefenziali ed egoriferiti. Per questa nuova categoria ho due vincitori: Il fuoco invisibile di Daniele Rielli sull'arrivo della Xylella tra gli ulivi salentini; Il fuoco che ti porti dentro di Antonio Franchini su una madre ingombrante e incredibile. Mi accorgo solo ora che entrambi i libri hanno il fuoco nel titolo, qualcosa vorrà dire.

Ora siccome mi capita abbastanza spesso di rileggere ho deciso di aggiungere la categoria riletture, dedicata a quei libri che ho riletto per svariate ragioni e che nella rilettura si sono confermati, quest'anno è Bambini nel tempo di Ian McEwan. E' il primo che ho letto suo ed uno dei più belli.

Da evitare ne ho solo uno: Autobiogrammatica di Tommaso Giartosio.