Autrice: Lidia Yuknavitch
Editore: Nottetempo
Anno: 2021 (edizione originale 2011)
Traduttrice: Alessandra Castellazzi
Stelle: 5 su 5
Pagine: 336
In due parole: la storia dolorosa eppure bellissima di un donna abusata e poi rinata
Dove passa la salvezza in un'infanzia di abusi, come ci si emancipa da un padre violento e una madre abulica, come si supera l'allontamento di una sorella andata via per salvarsi a sua volta, cosa può fare il nuoto e cosa la scrittura? Questo magnifico magnifico memoir parla proprio di questo, Yuknavitch con un linguaggio diretto, senza fronzoli, racconta la propria vita, il suo passato da nuotatrice, il presente da scrittrice, gli sbagli, gli errori, le illuminazioni, il dolore e l'amore che l'ha attraversata. Ci sono incontri salvifici e lutti devastanti, prese di coscienza e fughe precipitose, non è un camino lineare il suo e non vuole dare indicazioni su come fare a... semplicemente e dolorosamente racconta quello che le è successo, fa male e fa bene. Un libro bellissimo.
