Autore: Ian McEwan
Editore: Einaudi
Anno: 2025 (edizione originale 2025)
Traduttrice: Susanna Basso
Stelle: 5 su 5
Pagine: 307
In due parole: in un mondo devastato dai cambiamenti climatici inizia la ricerca di un famoso sonetto ormai perduto
Diviso in due parti, scritti entrambi in prima persona, McEwan ci porta prima in un futuro in cui il mondo è stato devastato dai cambiamenti climatici, il paese più potente del mondo è la Nigeria e, in una piccola porzione di quella che era la Gran Bretagna, dei ricercatori si dedicano alla letteratura del XXI secolo; poi ci riporta indietro nel passato, in quel XXI secolo che inizia appena a rendersi conto della gravità del cambiamento climatico e gode dell'abbondanza di un mondo che sta per scomparire.
Al centro troviamo un sonetto, un sonetto perduto, scritto dal famoso all'epoca poeta Francis Blundy per la moglie Vivien, che Thomas nel futuro cerca in maniera ossessiva. Il sonetto infatti non è mai stato pubblicato ma solo letto durante una cena e da lì se ne sono perse le tracce, Thomas racconta quindi la sua ricerca che si basa, soprattutto, sulle tracce lasciate dalle protagoniste e protagonisti della vicenda nella rete e nelle loro carte private. Una scoperta straordinaria lega la prima alla seconda parte, in cui è Vivien a raccontare e a svelare portando noi lettrici e lettori ad un capovolgimento completo.
E' un libro che parla di emergenza e di cecità climatica, della sincerità con cui raccontiamo le nostre vite sui social, di complicità e di ricatti, di contraddizioni e sentimenti, di amore e di odio, di quello che possiamo sapere e soprattutto di quello che ci illudiamo di sapere. L'ho trovato magnifico.
