giovedì 8 dicembre 2011

Novembre libresco

Con un po' di ritardo rispetto alle intenzioni ecco le letture di novembre. C'è stato un grosso cambiamento e un altro ci sarà a breve. Il primo cambiamento è che ho cambiato ufficio, ci siamo trasferiti da Ostiense a San Lorenzo, il secondo riguarda il blog: Splinder ahimè sta per chiudere quindi dovrò trasferirmi baracca e burattini su un'altra piattaforma. Suggerimenti? Veniamo ai libri comunque.

Libri letti:
  • Le sorelle fatali, Eleanor Brown
  • Una ragazza disobbediente, Ru Freeman
  • Memorie di una sopravvissuta, Doris Lessing
  • Le correzioni, Jonathan Franzen
  • La solitudine dei numeri prima, Paolo Giordano
  • La sonata a Kreutzer e altri racconti, Lev Tolstoj
Libri in lettura:
  • Tutto questo futuro, Ivano Fossati
  • La fortuna dei Meijer, Charles Lewinsky
Nessuno libro comprato questo mese, neanche presi in prestito ma sabato vado in biblioteca.

Le sorelle fatali di Eleanor Brown l'ho letto per la sfida a tema, molto deludente purtroppo. L'idea era bella: tre sorelle molto diverse ma anche molto simili e profondamente in crisi tornano a casa dai genitori a causa della malattia della loro madre. Il padre è uno studioso di Shakespeare che oltre ad averle chiamate come le protagoniste dei drammi shakespeariani comunica da sempre con il versi del bardo inglese. La malattia della madre è il pretesto che consente alle tre sorelle di tornare a casa, lo avrebbero fatto lo stesso prima o poi alle prese con un sacco di problemi e con la sensazione di avere fallito. Sarebbe potuto essere un romanzo davvero bello dicevo ma le sorelle sono ahimè inconsistenti, le citazioni di Shakespeare hanno poco senso, la trama è banale e la psicologia dei personaggi piuttosto grossolana. Ve lo sconsiglio e se siete proprio curiosi ve lo presto io.
E' andata molto meglio con Una ragazza disobbediente di Ru Freeman. L'autrice è un'attivista per i diritti civili, originaria dello Sri Lanka vive negli Stati Uniti, la storia è appassionante e ben costruita. La storia di Latha, presa bambina in una famiglia agiata come cameriera e della sua risolutezza nell'essere sempre libera e dignitosa, si alterna con la voce narrante di sua madre che man mano svela i motivi per cui sua figlia si è trovata a diventare orfana. Ambientato in Sri Lanka è anche un racconto sulla crudeltà delle convenzioni sociali e su una divisione in caste rigidissima, sulla dignità delle persone più umili trattate come cose da chi gli è "superiore". Latha diventa man mano sempre più forte e malgrado sarà costretta a ricominciare tutto da capo, la forza, la dignità e la libertà che ha conquistato gli consentiranno finalmente di essere se stessa.
Un'autrice che non avevo mai letto prima è Doris Lessing, ho rimediato con Memorie di una sopravvissuta ma non devo aver scelto il suo libro migliore. E' una distopia ambientata in un futuro assai prossimo anche se indefinito. Una società in disfacimento costringe tutti a trovare modi nuovi di vivere e arrangiarsi, le parti in cui la narratrice racconta questa faticosa ricostruzione del tessuto sociale e delle convenzioni sono piuttosto incisive, le parti oniriche molto meno, quasi convenzionali nell'uso di metafore religiose, la fine è poco soddisfacente.
Ironia, sarcasmo, tenerezza e malinconia, sono queste le parole che mi vengono in mente pensando a Le correzioni di Jonathan Franzen. Una normale famiglia americana: due genitori anziani e in difficoltà, tre figli completamente diversi tra di loro, un natale l'ultimo da passare insieme. I sentimenti sono difficili, le incomprensioni, le parole non dette e quelle dette formano delle barriere difficile da superare, ma alla fine in qualche modo le cose si risolvono e anche se non è riusciti a correggere la propria vita come si voleva qualcosa si può ancora fare.
Tutti conoscerete La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, il caso editoriale del 2010 che io mi sono degnata di leggere solo adesso. Il pregio di questo romanzo è il titolo, davvero bello ma la storia vera e propria non è purtroppo alla sua altezza. L'ho trovato piuttosto immaturo. La storia è quella di Mattia e Alice, entrambi nascondono un trauma profondo nella loro infanzia, si trovano e in qualche modo si aiutano anche se il più classico dei lieti fini Giordano ce lo ha, intelligentemente, risparmiato. Il personaggi sono abbastanza belli ma la trama ogni tanto scivola. Ad un certo punto Alice, durante la prima cena con Fabio che poi sposerà, fa una cosa e io mi chiedo come abbia fatto a sposarla Fabio per poi dopo 5 anni e più rendersi conto di quello che avrebbe dovuto capire subito. Alice in particolare manca di continuità, è come se i vari capitoli del libro che la raccontano parlino di persone diverse che, solo casualmente, portano lo stesso nome. Mattia è più compiuto, ha più coerenza ma non tanta di più. La fine è un po' tirata via e poco credibile.
La sonata a Kreutzer e altri racconti di Lev Tolstoj, l'ho iniziata a novembre ma poi l'ho finita ai primi dicembre. La sonota a Kreutzer l'ho letto per la sfida a tema, ci sono anche Padre Sérgij e La morte di Ivan Il'ič. Le traduzioni sono recenti e ben fatte, i racconti belli nel raccontare crisi e passioni. Riflettevo sul fatto che vanno ben oltre le intenzioni moraliste dichiarate da Tolstoj stesso (specie per La sonata a Kreutzer) e proprio per questo sono ancora così affascinanti. Mi ha sempre colpito in Tolstoj il suo grande moralismo, classismo e sessismo, nei suoi racconti le donne sono trattate piuttosto male, pensate ad Anna Karenina ma nonostante tutto questi personaggi emergono e vanno molto aldilà delle intenzione a volte didascaliche del suo autore, forse è proprio questo a farceli amare ancora oggi e che testimonia la genialità di Tolstoj.
Attualmente in lettura ho Tutto questo futuro di Ivano Fossati ricevuto come regalo per il compleanno e La fortuna dei Meijer di Charles Lewinsky, entrambi promettono bene.

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