domenica 29 settembre 2013

Il dono usato della perplessità

E di perplessità questa fine di settembre ne ha portata parecchia, a tutti i livelli. Siamo sull'orlo del baratro o ad un passo dalla salvezza? Le cose miglioreranno e peggioreranno? In questa fase di passaggio è difficile dirlo... avremo una classe politica e un governo che non ci faccia vergognare? la Grecia riuscirà a risollevarsi? la Siria si pacificherà? riprenderà il fantomatico processo di pace tra Israele e Palestina? le brutture del mondo diminuiranno sempre più? avremo meno intolleranza, odio, fondamentalismo? gli esseri umani faranno finalmente qualcosa per ridurre l'impatto delle proprie attività sul clima? Di fronte a interrogativi del genere quello che emerge è lo sgomento. Che possiamo fare noi, io e voi? Niente verrebbe da dire, o tutto anche se non direttamente, ma indirettamente stando attenti, con occhi spalancati e orecchie aperte, facendo, dicendo, pensando, agendo piccole cose e sperando, che la speranza a volte è l'unica cosa che rimane. Si la speranza e i buoni libri.

Libri letti
  • Che cos'è la vita, Erwin Schrödinger
  • Il cromosoma Calcutta, Amitav Gosh
  • L'ultima fuggiasca, Tracy Chevalier
  • Inferno, Dan Brown
  • La vista di Castle Rock, Alice Munro
  • Il museo dell'innocenza, Orhan Pamuk
Libri presi in prestito
  • La pelle, Curzio Malaparte
  • La vista di Castle Rock, Alice Munro
  • Il museo dell'innocenza, Orhan Pamuk
  • Nemesi, Philip Roth
Libri scaricati
  • --
Libri comprati
  • L'ultima fuggiasca, Tracy Chevalier
  • Inferno, Dan Brown
Libri regalati
  • --
Libri in lettura
  • Nemesi, Philip Roth
Mi sono ritrovata tra le mani questo Che cos'è la vita di Erwin Schrödinger. Aldilà dell'argomento, è interessante la genesi di questo saggio: il premio Nobel della fisica del 1933 tiene un ciclo di conferenza sulla biologia e la genetica nel 1943 e poi le raccoglie in un volumetto. Anticipa l'esistenza del DNA, ci informa che già a quei tempi si sapeva tutto sulla Drosophila e che il legame tra la fisica quantistica e la biologia è molto più forte di quel che pensiamo.

Ho proseguito con la rilettura de Il cromosoma Calcutta di Amitav Gosh. Ho scoperto Gosh grazie a questo romanzo, curiosando in libreria mi è capitato tra le mani e l'ho preso: la trama mi incuriosiva e l'incipit non era male. Non mi ha deluso affatto, a metà tra romanzo storico e racconto di fantascienza, ambientato in un futuro prossimo con salti in un passato recente e in uno piuttosto remoto. Prende le mosse da Ronald Ross lo studioso che stabilì come la malaria si trasmettesse dalle zanzare alle persone, ma poi la strada che imbocca è completamente inaspettata. Meraviglioso!

A L'ultima fuggiasca di Tracy Chevalier ho dato non proprio 3 stelle, direi più 3 stelle e mezzo ma a 4 non ci arriva. Carino tutto sommato ma gli manca qualcosa... più profondità? più pathos? più contesto storico? Un po' di tutto, una lettura gradevole tutto sommato ma non entusiasmante, mi aveva colpito di più La dama e l'unicorno.

Io sono una lettrice onnivora, mi divertono i thriller e non mi precludo nessun genere letterario o caso editoriale (anche se spesso sono assai deludenti). Ho quindi deciso di leggere Inferno di Dan Brown. Ahimè la trama è inutilmente contorta, i personaggi piatti, le descrizioni troppo lunghe. Langdon è sempre più antipatico, i suoi interlocutori sono spesso degli idioti visto che lo considerano un genio per un paio di osservazioni di comunissimo buon senso. Inoltre Langdon non era biondo? Ora è diventato moro, mi ricordo male io? In ogni modo mi sono fatta grasse risate leggendolo ma non penso fosse questa l'intenzione di Brown. Mi sono fatta grasse risate anche con Angeli e demoni (alcune delle cose che fa Langdon a Roma sono al limite della fantascienza) e anche con Il Codice Da Vinci mi sono divertita, ma questo è veramente pessimo. ve lo sconsiglio.

La vista di Castle Rock di Alice Munro mi ha ricordato la Yourcenar di Care memorie e Archivi del nord: un ripercorrere le proprie origini, immaginando parole, pensieri e sentimenti di persone lontanissime nel tempo... la casualità delle genealogie. Per poi ritrovarsi nel proprio tempo, nella propria biografia, puntando lo sguardo su alcuni episodi Munro ci dice molto di sé senza raccontarci troppo: il suo sentire, la sua sensibilità, il suo sguardo sul mondo e sul posto che in esso si occupa, le stesse cose cioè che si trovano nei suoi meravigliosi racconti.

Ho chiuso il mese con Il museo dell'innocenza di Orhan Pamuk. Kemal, dopo la morte di Füsun, crea un museo che la ricordi e che ripercorra la storia del suo amore per lei. Ritrovata poco prima di fidanzarsi ufficialmente (Füsun è infatti una sua lontana cugina), Kemal la seduce e non volendo se ne innamora. Con arroganza si illude di poter continuare il fidanzamento fino al matrimonio ma ben presto gli scivola tutto tra le mani: rompe il fidanzamento, si isola e quando ritrova Füsun la scopre sposata. Da quel momento comincia un lungo assedio, Kemal entra nella vita di Füsun e non ne esce, anzi prende sempre più spazio fino ad arrivare ad un apparente lieto fine che però non ci sarà. Non credo che Pamuk volesse raccontare un'esemplare storia d'amore, ha voluto raccontare il fascino e l'ipocrisia di Istanbul, di un mondo ormai sparito e l'ossessione di un uomo per una donna che diventa subito inquietante. Kemal è uno stalker, che non vuole distruggere l'oggetto del proprio amore (Füsun è ahimé solo un oggetto nonostante i proclami di eterno e profondo amore che egli fa) ma se ne vuole impossessare completamente e questo in effetti succede. Non stupisce l'epilogo, sembra inspiegabile visto che Füsun raccontata da Kemal è un personaggio piatto, ma proprio perché deformato dallo sguardo innamorato e completamente schiacciato il gesto finale che compierà questa giovane donna sembra davvero l'unico possibile... ma non solo Füsun è  tutto il mondo che si appiattisce a causa della ossessione di Kemal. Gli unici personaggi con un minimo di spessore sono precedenti al fatale incontro con Füsun, quelli che vengono dopo sono ombre e lo diventa lui stesso. Un libro affascinante ma anche incredibilmente triste.

Libri letti: 6
Pagine sfogliate: 2.154
Stelle assegnate: 23 (media 3,8)

Nessun commento: