domenica 4 marzo 2012

Le pagine di febbraio

Ho fatto incetta di libri, sia in libreria che in biblioteca, non li ho letti tutti naturalmente ma promettono tutti bene.



Libri letti:
  • Otra vez, Ernesto Che Guevara
  • Jezabel, Irène Némirovsky
  • Furore, John Steinbeck
  • Altai, Wu Ming
  • Solar, Ian McEwan
Libri comprati
  • La trama del matrimonio, Jeffrey Eugenides
  • Due uomini e un furgone, Ian Samson
  • Solar, Ian McEwan
Libri presi in prestito
  • Un giorno questo dolore ti sarà utile, Peter Cameron
  • La parabola del seminatore, Octavia E. Butler
  • Due, Irène Némirowsky
  • Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Ho cominciato il mese con Otra vez, il diario del secondo viaggio di Che Guevara in Sud America, sono i tempi di poco precedenti all'incontro fatale con Fidel Castro, dalle pagine emerge il bisogno prepotente del Che di fare qualcosa, qualsiasi cosa, per mettere fine all'ingiustizia e alla diseguaglianza. Una personalità vulcanica e piena di interessi. Le 3 stelle non sono per i contenuti ma per la scarsa cura editoriale nel realizzare l'edizione, il diario non è datato, sono appunti sparsi e spesso tra un capoverso e l'altro non ci sono interruzioni e si fa fatica a tenere separati i vari eventi... belle però le lettere alla madre e ad un'amica e gli articoli pubblicati nel corso del viaggio su vari giornali sudamericani.

Jezabel di Irène Némirovsky è la storia di una donna ossessionata dalla propria bellezza e dal desiderio di restare per sempre giovane, mentendo a tutti e per prima a se stessa. Non riesco a vederla come una carnefice ma come una vittima che fa altre vittime a cominciare dalla figlia, fa pena anche se non si può giustificare nessuna delle sue azioni ma, nella sua sconcertante personalità, l'ho trovata estremamente coerente e l'ossessione per la gioventù e la bellezza continua ancora oggi, se fosse ambientato ai giorni nostri sarebbe stata una maniaca della chirurgia estetica. Sembra che Némirovsky si sia ispirata alla propria madre per questo romanzo, una donna tremenda e chissà forse scrivere il romanzo le è servito per distaccarsene e per essere meno ferita dal suo egoismo. Si conferma l'impressione che ho avuto con David Golder e Suite francese, Némirovsky ha tecnica e padronanza della storia, la sua scrittura è estremamente moderna e sempre notevole.

L'inverno del nostro scontento mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso di leggere anche Furore di John Steinbeck, da cui John Ford ha tratto un film che io devo aver visto anni fa ma di cui ricordo ben poco. Epico e potente è la storia della famiglia Joad ma anche la storia di migliaia di migliaia di piccoli proprietari terrieri, schiacchiati dalle ipoteche, costretti a lasciare le proprie terre e a cercare fortuna altrove, verso una terra promessa, la California, ricca e fertile ma non per loro. E' impossibile non farsi coinvolgere dalle umiliazioni, dal dolore, dalla vergogna e dal furore che a poco a poco riempie i loro cuori. Il libro si chiude con una scena struggente, una giovane donna il cui bambino è morto appena nato fa bere al suo seno un uomo affamato e morente. Questa gente non si arrende, continua ad andare avanti nonostante le ingiustizie che subisce ma senza eroismi, solo perché non possono fare altro... avvilente poi vedere che le storie che racconta Steinbeck continuano a ripetersi ancora oggi.

Altai di Wu Ming è il seguito di Q ed è assolutamente all'altezza. Rievocazione storica dettagliata, i fatti principali sono tutti accaduti ma inseriti in un contesto romanzesco, secondo me i Wu Ming scrivono i migliori romanzi storici oggi in circolazione.

Mi sono stufata di aspettare Solar di Ian McEwan in edizione economica e ho deciso di comprarlo, si conferma ancora una volta come uno dei miei scrittori preferiti. Il protagonista Michael Beard è un personaggio grottesco, pieno di difetti, disonesto, traditore ma... alla fine a me sta simpatico, certo è imperdonabile il modo in cui tratta gli ex amanti della moglie e non si merita le sue fortune ma questo romanzo, a metà tra favola nera e racconto satirico si legge che è un piacere. Personalmente se il mondo va salvato va bene anche che lo faccia uno come questo improbabile premio Nobel.

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