domenica 3 giugno 2012

I romanzi fiume

Questo mese ho letto due libri di mole notevole, una volta così lunghi li scriveva solo Stephen King o comunque erano comuni nel fantasy mentre ora si trovano libri lunghissimi anche nella cosidetta letteratura mainstream. Ma prima faccio il solito riepilogo.



Libri letti
  • La forma delle cose, Truman Capote
  • Il fiume dell'oppio, Amitav Gosh
  • Febbre gialla, Carlo Lucarelli
  • La trama del matrimonio, Jeffrey Eugenides
  • Dieci piccoli indiani, Agatha Christie
  • Il professore, Charlotte Brontë
  • Archivi del Nord, Marguerite Yourcenar
Libri presi in prestito
  • Dieci piccoli indiani, Agatha Christie
  • Il professore, Charlotte Brontë
  • Archivi del Nord, Marguerite Yourcenar
Libri in lettura
  • Un posto perfetto, Penelope lively
Il mese è iniziato benissimo con La forma delle cose di Truman Capote. E' il mio primo Capote, volevo iniziare da A sangue freddo ma visto che era in prestito ho optato per questo. Ventuno racconti scritti tra il 1943 e il 1984, tutti bellissimi, perfetti. Quelli in cui parla della sua infanzia e della sua amica, la signorina Sook sono commoventi. I registri e le ambientazioni sono vari e mostrano la bravura di Capote e la sua maturità di scrittore raggiunta già molto giovane, un narratore davvero straordinario.

Il primo dei grossi libri letti questo mese è Il fiume dell'oppio di Amitav Gosh. La mole è giustificata dalla complessità della trama, dal grande numero dei personaggi e dal primo volume che è altrettanto lungo. E' infatti il secondo volume della trilogia dell'Ibis ed è all'altezza del precedente, il progetto è ambizioso: narrare l'epoca in cui si svolse la guerra dell'oppio (XIX secolo) a partire dalle storie di persone normali, travolti loro malgrado dalla storia di cui potrebbero sembrare solo delle comparse ma di cui in realtà sono protagonisti alla pari dei personaggi famosi. Ritroviamo quindi i personaggi conosciuti in Mare di papaveri e ne conosciamo altri, Gosh si misura ancora una volta con la varietà linguistica di questa epoca e con l'ipocrisia degli inglesi e degli statunitensi che, in nome del libero mercato, non si facevano scrupolo di contrabbandare l'oppio in Cina. Il libro si fonda su una minuziosa ricerca storica e linguistica e i personaggi inventati si intrecciano perfettamente con i personaggi realmente esistiti.

Per riprendermi dalla fatica ho poi letto un libro di poche pagine, Febbre gialla di Carlo Lucarelli, un raccontarello, niente di che...

Ma una sfida è una sfida e quindi ecco La trama del matrimonio di Jeffrey Eugenides, è questo il secondo librone del mese. Di lui ho letto sia Middlesex che Il giardino delle vergini suicide, questo terzo è, dichiaratamente, un libro sul matrimonio o meglio sulla grande impresa che è trovare il compagno giusto. Alla base c'è il classico triangolo: lui ama lei ma lei ama l'altro. L'altro è un maniaco depressivo, lui attraversa una fase misticheggiante, lei alla fine resta da sola ed è meglio così... mi è piaciuto tutto sommato, anche se è davvero lungo e forse un lunghezza meno eccessiva gli avrebbe giovato. Il matrimonio forse non sarà più l'evento principale nella vita di una donna ma trovare un compagno per la visa continua ad essere un affare serio. E' un romanzo sul matrimonio come nella migliore tradizione ottocentesca e anche credo un bell'omaggio a Jane Austen, ma anche un classico romanzo moderno sulla solitudine ultima delle persone, sulla impossibilità di conoscere davvero un altro e sulle angosce e le paure che crescere e maturare comporta. E' un romanzo sulla formazione di tre giovani adulti e forse questa è davvero la definizione più esatta.

Per la sfida del mese - tema: mistero - ho letto Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Un classico su cui si può dire ben poco anche se la trovata del messaggio in bottiglia l'ho trovata un po' forzata e la dinamica dell'ultimo suicidio non mi convince ma capisco l'intento chiarificatore, avrebbe giovato un altro escamotage ma comunque tanto di cappello a Mrs. Agatha.

Ho saltato il libro della sfida de Il club di Jane Austen, lo recupero a giugno, però ho letto Il professore di Charlotte Brontë. E' un libro curioso... il narratore, come in Cime tempestose, è un fessacchiotto ma mentre lì era uno spettatore passivo qui è il protagonista. E' uno sciocco fortunato, pieno di pregiudizi e di prosopopea, incontra due persone fuori dal comune: Hudsen, che gli da la spinta necessaria a lasciare un lavoro noioso presso il fratello, e Frances, merlettaia che con impegno e dedizione diventa insegnante fino ad aprire una scuola tutta sua. Non so se l'effetto che ne viene fuori era effettivamente voluto, in ogni modo è un romanzo sorprendentemente moderno.

L'ultimo libro del mese è stato Archivi del Nord di Marguerite Yourcenar, è il secondo dei due libri dedicati alla storia della propria famiglia, il primo alla madre e questo al padre. Mi sembra che il valore maggiore di questo libro sia nello sguardo disincantato che la Yourcenar getta sul passato e sulla catena di accidenti, casualità e coincidenze che hanno portato a lei. Rispetto alla storia non siamo niente ma senza di noi anche la storia sarebbe niente.

Questo mese ho letto in tutto 7 libri per un totale di 2.179 pagine, media di voto 4 stellette. La mia vita sentimentale e sociale ovviamente continua ad essere piuttosto desolante...

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