domenica 11 dicembre 2016

Ballando al buio

Titolo: Ballando al buio
Autore: Karl Ove Knausgård
Editore: Feltrinelli
Anno: 2010 (edizione originale 2016)
Traduttore: Margherita Podestà Heir
Stelle: 2 su 5
Pagine: 545
In due parole: un ragazzo di 18 anni insegna per un anno in una scuola sperduta tra i fiordi in attesa di diventare qualcuno


Tra quelli letti sicuramente il meno riuscito di questa lunga autobiografia a temi. Karl Ove ha 18 anni, non vuole iscriversi all'università ma sa già che diventerà uno scrittore. Decide quindi di lavorare per un anno in una scuola sperduta nel nord della Norvegia. Lì tra tentativi di fare sesso fallimentari, sbronze colossali e lavoro comincia a scrivere sempre più convinto che sarà quello di scrittore il suo vero mestiere. Karl Ove a 18 anni è un ragazzino viziato e arrogante, curiosamente represso e timoroso in maniera patologica di quello che gli altri potrebbero pensare di lui. Gli unici momenti in cui si lascia andare (per poi vergognarsene) è quando beve, da ubriaco non teme più nulla ma prende delle sbronze colossali, roba da coma etilico e ricovero in un centro di recupero alcolisti. Non so ma certo questa cosa del bere sicuramente deve averla affrontata nei libri successivi, perché davvero ogni volta si devasta in maniera completa e totale. L'anno tra i fiordi deve aver lasciato tracce profonde in lui, tra l'altro userà quell'esperienza per il suo primo romanzo, ma non è qualcosa che viene evidenziato.