sabato 3 dicembre 2016

Il cinghiale che uccise Liberty Valance

Titolo: Il cinghiale che uccise Liberty Valance
Autore: Giordano Meacci
Editore: Minimum Fax
Anno: 2016
Stelle: 5 su 5
Pagine: 452
In due parole: un cinghiale consapevole, un paese come tanti e le vite - ingarbugliate e intrecciate - di chi ci vive

Come ha scritto Goffredo Fofi nella sua recensione su Internazionale questo è un romanzo sorprendente. Ambientato nell'immaginario paese di Corsignano, localizzato in Toscana ai confini con l'Umbria, racconta il breve lasso di tempo tra il luglio del 1999 e il novembre del 2000 in cui il cinghiale Apperbohr, acquisita coscienza di sé e del mondo intorno a sé, comincia la sua personale campagna contro gli Alti sulle gambe o esseri umani che dir si voglia. Apperbohr scopre ben presto che il linguaggio aiuta sì a nominare il mondo, e nominandolo a conoscerlo meglio, ma nominare a volte è anche disconoscere od equivocare e ci sono cose poi a cui non è possibile dare un nome, mai e poi mai, per quanto ci si sforzi e lo si voglia. Intorno a lui si muovono o forse arrancano gli Alti sulle gambe e qui il romanzo diventa davvero corale, i personaggi si moltiplicano e si intersecano, che anche in un paese sperduto sugli Appennini di cose ne succedono tante e tante sono dolorose. Tra tutti i personaggi più straordinari sono gli adolescenti di cui appunto il romanzo racconta, intelligenti e consapevoli sanno guardare lontano e vicino. Il titolo si riferisce al film del 1962 L'uomo che uccise Liberty Valance di John Ford, guardato da due dei protagonisti ed ascoltato da Apperbohr in una lunga notte estiva.

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