martedì 3 novembre 2015

La vita agra

Titolo: La vita agra
Autore: Luciano Bianciardi
Editore: Rizzoli
Anno: 1962
Curiosità: da libro è stato tratto un film diretto da Carlo Lizzani e con Ugo Tognazzi
Stelle: 4 su 5
Pagine: 220
In due parole: una rabbia che non trova sfogo perché si è troppo impegnati nello sforzo di sopravvivere


Scritto in prima persona e fortemente autobiografico, questo romanzo narra la storia di un uomo che trasferitosi a Milano (ma non viene mai nominata) con il vago obiettivo di vendicare la morte di 43 minatori - deceduti a causa del mancato rispetto delle norme di sicurezza da parte della proprietà della miniera - si trova invece via via invischiato nella quotidianità di un faticoso e laborioso sopravvivere. La vita agra del titolo è quella di chi, per poter andare avanti in qualche modo deve fare cose che trova in fondo prive di senso e che lo sfiniscono e lo impegnano continuamente, sempre più precario e sempre più lontano da quel suo progetto originario che, seppure vago e mai dichiarato in maniera precisa dava un senso al suo vivere. E' un intellettuale, sa vedere, sa parlare, però resta fermo, incapace di passare all'azione, perso in preoccupazioni da poco, con le sue piccole fobie, ama una donna ma è prigioniero dei legami che ha costruito (ha una moglie e un figlio al paese). Il tono calmo, a tratti dolente, dolcemente ironico fotografa e racconta l'Italia di quegli anni, quella del boom economico e delle contestazioni ma anche del progressivo imborghesimento, quell'Italia che si allontanava sempre più dalle sue origini contadine e dalla stagione della Resistenza.

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