venerdì 6 novembre 2015

Un infinito numero

Titolo: Un infinito numero
Autore: Sebastiano Vassalli
Editore: Einaudi
Anno: 1999
Stelle: 2 su 5
Pagine: 254
In due parole: alle origini dell'Eneide, più appassionante l'idea che lo svolgimento


Timodemo è un liberto greco che dopo esserne stato lo schiavo è diventato amico del poeta Virgilio, appare all'autore come un'ombra e gli racconta la sua vita e in particolar modo il viaggio che fece con Virgilio e Mecenate in Etruria, allo scopo di raccogliere miti e leggende che poi avrebbero portato alla composizione dell'Eneide: il poema che celebrando le origini di Roma celebrasse anche i fasti e la fama di Ottaviano Augusto e che Virgilio stesso voleva fosse bruciato perché lo riteneva incompiuto. Nel racconto di Timodemo gli esuli troiani sono gli stessi etruschi distrutti poi dai romani, cioè i più diretti discendenti di quei popoli che massacrarono e assoggettarono con violenza alla loro venuta in Italia. Timodemo, Virgilio e Mecenate viaggiano nel tempo e vivono centinaia di vite per questo conosceranno le vere origini di Roma, Virgilio però invece di usare questa nuova sapienza per raccontare la verità si dedica invece ad una storia più edificante, salvo poi pentirsene e decidere appunto di bruciare il poema. Mi chiedo perché Vassali dopo aver fatto 30 (l'Eneide da distruggere non perché incompiuta ma perché falsa) non abbia fatto 31 facendoci raccontare queste vicende da Virgilio stesso, non mi ha particolarmente appassionato, l'ho trovato un po' monocorde e anche se non esattamente noioso non è neanche indimenticabile.

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