giovedì 11 maggio 2017

Lila

Titolo: Lila
Autore: Robert M. Pirsig
Editore: Adelphi
Anno: 1992 (edizione originale 1991)
Traduttore: Adriana Bottini
Stelle: 3 su 5
Pagine: 508
In due parole: il viaggio filosofico iniziato in motocicletta prosegue in barca

Ritroviamo il filosofo de Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta. Dopo il successo del libro ha intrapreso un lungo viaggio in barca a vela, partendo dall'interno degli Stati Uniti per arrivare, attraverso fiumi, canali e laghi, all'Oceano Atlantico; continuando a lavorare sulla sistemazione della Metafisica della Qualità.
La prima cosa da notare è il passaggio dalla prima alla terza persona singolare, Pirsig racconta di sé chiamandosi Fedro come il suo alter ego del libro precedente. Siamo ancora alle prese con il concetto di Qualità che Pirsig ora rappresenta come un movimento dinamico che ha sempre attraversato la storia degli esseri umani, trasformandosi ed evolvendo: all'inizio la ricerca della qualità si tramutava in ricerca di qualità biologica (benessere fisico, sopravvivenza); poi si è tramutata in ricerca della qualità sociale (società via via più complesse che assorbivano e trascendevano la qualità biologica); infine la qualità intellettuale che si esprime attraverso la ricerca della libertà dagli schemi sociali ma che a sua volta li include (compresa la parte biologica più antica.
La seconda cosa è che il ritmo di quella che è una lunga digressione filosofica è dato da una storia, forse lontanamente ispirata a eventi reali, in cui lo scrittore ha due alter ego con cui rapportarsi: Lila, una donna in profonda crisi che da il nome al libro e che sembra rappresentare l'esistenza di un  spinta dinamica verso una qualità troppo orientata alla sfera biologica; e Rigel, conoscente di Fedro e amico di Lila, avvocato, moralista che invece rappresenta la spinta dinamica verso una qualità orientata alla sfera sociale.
E' un viaggio affascinante, Lila e Rigel servono a far risaltare le contraddizioni e i dubbi che Fedro deve affrontare nella sua opera di sistematizzazione; ma sono anche espressione di quelle che sembrano essere le paure più profonde dell'autore: la follia, l'omologazione... forse non è esaltante come lo Zen ma anche Lila è un libro che merita di essere letto.



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