sabato 17 giugno 2017

Americanah

Titolo: Americanah
Autore: Chimamanda Ngozi Adichie
Editore: Einaudi
Anno: 2014 (edizione originale 2013)
Traduttore: Andrea Sirotti
Stelle: 4 su 5
Pagine: 495
In due parole: la storia di Ifemelu che dalla Nigeria parte per gli USA, un po' si perde, un po' si ritrova e alla fine torna a casa


Ifemelu è nata a Lagos, frequenta l'università ma i continui scioperi la spingono a provare l'esame per una borsa di studio negli USA, riesce ad ottenerla e parte raggiungendo sua zia e suo cugino che vivono già lì e lasciando a casa i propri genitori e il suo ragazzo Obinze. L'impatto con gli USA è traumatico, i primi mesi sono difficili e la portano ad allontanarsi e poi ad abbandonare proprio Obinze. Negli anni successivi le cose migliorano, Obinza trova nuovi amori, si laurea, trova un lavoro e ottiene la green card, apre un blog di successo - che parla in maniera ironica ma non superficiale della questione della razza - e ottiene anche una borsa di studio in materie letterarie a Princeton. Insomma è diventata una vera americana, tanto da vivere con grande partecipazione la campagna elettorale e la prima elezione di Barak Obama, ma le manca qualcosa forse e decide - dopo 13 anni - di tornare a casa. Nel frattempo Obinze ha provato anche lui la carta dell'estero, partendo per l'Inghilterra ma gli è andata male e, una volta tornato a casa, dopo un periodo complicato, trova la sua strada e diventa un imprenditore di successo. Ovviamente il ritrovarsi di Ifemelu e di Obinze non sarà privo di conseguenze per nessuno dei due, ma qui non stiamo parlando solo di una storia d'amore.

Ngozi Adichie riesce a raccontarci il lungo percorso di una donna africana che scopre il concetto di razza solo dopo essere arrivata negli USA. Il razzismo, sottile e implicito a cui i neri sono continuamente sottoposti, è il frutto di una lunga storia di violenze e sopraffazioni che ha causato la diaspora africana e che ancora oggi è forte nelle sue conseguenze. Certo forse negli USA il razzismo è molto più diffuso che in Europa e in Sud America ma non ne sarei tanto sicura, certo però essere neri in posti in cui la maggioranza delle persone non lo è, no è facile, non lo è stato mai, forse non lo sarà mai purtroppo.

Con una scrittura a spirale, fatti di salti nel tempo e nello spazio e l'inserimento di alcuni post che Ifemelu scrive per il suo blog, Ngozie Adichie ci accompagna lungo la vita di Ifemelu. Anche se non l'ho trovata divertentissima come Dave Eggers citato in quarta di copertina, l'ho trovata davvero molto coinvolgente e anche commovente. Questo è il libro di una scrittrice di razza, leggetelo e leggete anche gli altri suoi.

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