domenica 2 luglio 2017

All'ombra delle fanciulle in fiore

Titolo: All'ombra delle fanciulle in fiore
Autore: Marcel Proust
Editore: Mondadori
Anno: 1983 (edizione originale 1919)
Traduttore: Giovanni Raboni
Stelle: 4 di 5
Pagine: 636
In due parole: un'adolescenza borghese e privilegiata, la ricerca incessante dell'amore per l'amore


Nel primo volume, oltre ad averci raccontato tutto sull'amore di Swann per Odette, il narratore ci confessava la nascita del suo amore (o meglio innamoramento) per Gilberte la figlia di Swann. Lo avevamo lasciato disperato per l'impossibilità non solo di farsi amare da lei ma anche solo di farsi accogliere nella sua quotidianità. Nel secondo volume lo ritroviamo invece praticamente di casa nella dimora degli Swann, sempre innamorato di Gilberte che non ne sembra altrettanto colpita (anche se gli dimostra comunque affetto e amicizia) e alle prese con mille assurdi stratagemmi che dovrebbero, appunto, servirgli a farsi amare ma che invece lo spingono ad allontanarsi dalla famiglia che così tanto lo affascina. Tanto che in questa prima parte del libro scopriamo tutto di Madame Swann e di come la cocotte tanto vituperata si sia trasformata in una donna ammirata e di successo. La sensazione che il narratore sia un nullafacente, ipocondriaco e tremendamente snob si accentua nella seconda parte del volume ambientata due anni dopo. Qui troviamo il nostro narratore in partenza per le vacanze al mare (vacanze che saranno assai lunghe, beato lui) e piuttosto disperato perché anche se sarà insieme alla amatissima nonna, dovrà lasciare la mamma e la sua casa e dormire in un posto nuovo che nulla ha di familiare. Bene o male si abituerà, farà nuove amicizie e incontrerà le fanciulle in fiore del titolo. Come spesso gli accade i giudizi che Proust dissemina nel libro sono quelli di un borghese parecchio snob e (diciamocelo) con la puzza sotto il naso, si strugge per conoscere delle persone e quando queste - miracolosamente - non solo gli parlano ma lo stimano ha un po' il gusto di sminuirle. Viene in mente Saint-Loup giovane aristocratico di cui anela l'amicizia e che quando la ottiene sembra considerarla ovvia e di poco conto anche se si premunisce di mostrarne stupore. Perennemente alla ricerca dell'amore l'incontro con una piccola banda di ragazzine lo riempirà di felicità, di sogni e anche di spocchia. Questo ragazzo non combina niente dalla mattina alla sera, si riempie di desideri, di idee e giudizi sulle ragazze che incontra, ma in realtà non le capisce affatto, non le coglie. E' innamorato dell'idea di essere innamorato e potrebbe, può, innamorarsi di chiunque. Detto questo Proust scrive magnificamente ed il modo in cui evoca paesaggi e personaggi resta straordinario.