giovedì 5 marzo 2015

La Torre di Babele

Titolo: La Torre di Babele
Autore: Antonia S. Byatt
Editore: Einaudi
Anno: 1997 (edizione originale 1996)
Traduttore: Anna Nadotti, Fausto Galluzzi
Curiosità: è il terzo di una serie di quattro ed è stato il primo ad essere pubblicato in Italia, i primi due sono stati pubblicati rispettivamente nel 2002 e nel 2003
Stelle:4 su 5
Pagine: 614
In due parole: affresco della Londra anni 60, un divorzio doloroso, una felice emancipazione e poi libri, amori e amicizie

La trama è relativamente facile da riassumere: Frederica fugge con il suo bambino da un matrimonio sbagliato e da un marito che diventa sempre più violento, si ritrova così a Londra in pieni anni '60, acquista sicurezza e consapevolezza, diventa la donna che vuole diventare, insegna, cresce suo figlio, riflette sui romanzi, si innamora, si ribella. Ma oltre a questa che è la trama principale troviamo anche il morboso rapporto di due gemelli omozigoti, un processo per oscenità ad uno scrittore (forse un modo per parlare di Lawrence e del suo di processo?), il dolore che nella famiglia di Frederica ha lasciato la morte della sorella Stephanie. E' un romanzo complesso e stratificato - non a caso la protagonista si dedica alla costruzione di una sorta di saggio dal titolo Laminazioni - non solo per le trame e le sottotrame, ma anche a causa dei racconti di vario tipo inseriti nel romanzo stesso e per la diversità degli stili e stratagemmi narrativi. E' un romanzo interessante e affascinante, che si apprezza di più dopo aver letto i libri precedenti (in ordine di scrittura, non di pubblicazione italiana). Frederica è un bellissimo personaggio, una vera intellettuale, capace di spietate analisi anche verso se stessa, profondamente onesta e consapevole dei propri desideri, contraddizioni, incertezze. Una donna viva che lotta per affermare se stessa e per definirsi, anche se sa benissimo che le nostre varie identità sono in fondo maschere che mettiamo e togliamo in base alle esigenze. E' un romanzo che omaggia poi la letteratura, la lettura, il gusto del raccontare storie e i motivi (vari e diversi) per cui le raccontiamo e le leggiamo o ascoltiamo.