domenica 29 marzo 2015

Questo bacio vada al mondo intero

Titolo: Questo bacio vada al mondo intero
Autore: Colum McCann
Editore: Rizzoli
Anno: 2010 (edizione originale 2009)
Traduttore: Marinella Magrì
Stelle: 5 su 5
Pagine: 451
In due parole: estate del 1974 a NewYork, la pesantezza della vita e la leggerezza del funambolo

Nell'estate del 1974 Philippe Petit fece qualcosa di straordinario: con l'aiuto di un piccolo gruppo di amici tese un cavo tra le Twin Towers e ci passeggiò sopra per circa un'ora, un momento di pura poesia. Non c'è gesto più gratuito di quello del funambolo che passeggia sul filo teso, lo è ancora di più farlo clandestinamente in una città come era New York in quegli anni: cattiva, caotica, sporca e impietosa.
Intorno a questo fatto McCann costruisce un romanzo a più voci, racconti soprattutto in prima persona (solo due sono in terza), vite che si sfiorano e intrecciano. Corrigan è un monaco irlandese di strada che si annulla nel tentativo di aiutare il prossimo, come se aiutandolo potesse espiare il peccato di vivere, ha un fratello poco più grande che va a trovarlo fuggendo dall'Irlanda, poi ci sono le donne di cui si innamoreranno: una infermiera in fuga dalla violenza del Nicaragua, una pittrice in preda ai rimorsi. Ma anche le prostitute che Corrigan cerca di aiutare, due in particolare, rispettivamente madre e figlia, sono difficili da dimenticare nella loro sfrontatezza, nel loro dolore e nella loro sfortuna. Ci sono anche delle madri in lutto, che prima trovano conforto nel raccontare ad altre madri chi erano i propri figli morti in Vietnam e dopo lo trovano nel prendersi cura delle figlie di un'altra. E ancora un giudice, un programmatore in California, un'archivista di New York, un aspirante fotografo, lo stesso funambolo. Tutte vite che in quella estate afosa si intrecciano, percorrono un pezzo di strada insieme, si allontanano e poi si ritrovano. L'ho trovato meraviglioso.

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