venerdì 23 settembre 2016

Le ragazze

Titolo: Le ragazze
Autore: Emma Cline
Editore: Einaudi
Anno: 2016 (edizione originale 2016)
Traduttore: Martina Testa
Curiosità: è stato l'esordio letterario dell'anno, Christian Raimo ne ha scritto su Internazionale
Stelle: 3 su 5
Pagine: 334
In due parole: storia di un'adolescente alla fine degli anni '60, liberamente ispirato alla Family di Charlie Manson

Anche se parla di una adolescente di 14 anni e della donna che è diventata questo non è certo il classico romanzo di formazione. Siamo alla fine degli anni '60 in California, Evie ha 14 anni, si sente solo e un po' persa a causa del divorzio dei genitori, l'incontro casuale con quattro ragazze hippie rivoluzionerà la sua vita. Nel corso di quella breve estate verrà attratta dalla forza gravitazione della "famiglia" di cui queste ragazze fanno parte e resterà affascinata dal loro leader ma, soprattutto, sarà irresistibilmente attratta da Suzanne una delle quattro ragazze da cui è stata - letteralmente - folgorata. Il romanzo, scritto in prima persona, alterna i ricordi di Suzanne con la sua situazione attuale (a 60 e più anni, ospite temporanea nella casa delle vacanze di un amico, in attesa di trovare un nuovo impiego da badante). E' un romanzo bulimico, i ricordi di Suzanne sono dettagliati, particolareggiati, forse un po' troppo lucidi, è scritto magnificamente intendiamoci ma a volte tanta ricchezza risulta un po' fredda. La parabola umana di Evie è tutta concentrata in quell'estate, Evie adulta probabilmente non l'hai mai superata del tutto e forse il suo problema è che ne ha sempre parlato poco e ci ha pensato sempre troppo. Nella casa delle vacanze in cui Evie temporaneamente vive, arriva ad un certo punto il figlio del proprietario con la sua ragazza e il tentativo di paragonare l'Evie di allora con questa ragazzina non è a mio parere particolarmente riuscito. Lo sguardo di Evie è attento ma nelle sue parole non si riesce a sentire una vera partecipazione, o meglio si tratta di una partecipazione estetica più che emotiva. Quello che forse manca sono gli inevitabili non detti che in una storia come questa dovrebbero esserci, gli aspetti oscuri, quelli che possiamo appena intuire e che forse non vogliamo veramente conoscere, ma che farebbero di questo bel romanzo un grande romanzo.

Nessun commento: