lunedì 31 agosto 2015

Vizio di forma

Titolo: Vizio di forma
Autore: Thomas Pynchon
Editore: Einaudi
Anno: 2011 (edizione originale 2009)
Traduttore: Massimo Bocchiola
Curiosità: Paul Thomas Anderson ne ha fatto un film con Joacquin Phoenix nel 2015
Stelle: 4 su 5
Pagine: 470
In due parole
: giallo psichedelico con un detective hippy, viva la droga e gli anni '60

Larry "Doc" Sportello è un investigatore privato che sembra passare il tempo più a fumare che ad investigare, è un po' fuori di testa ma in fondo è il clima del tempo e anche il luogo (Los Angeles 1969). La sua ex - mai dimenticata - gli chiede di aiutarla a sventare il complotto contro il suo amante (un ricchissimo costruttore) la cui moglie vorrebbe farlo internare. Nel frattempo riceve da un attivista nero per i diritti civili l'incarico di trovare un ex-galeotto, ora appartenente ad un gruppo di suprematisti bianchi e guardia del corpo dell'amante da salvare. Il terzo caso riguarda un sassofonista dichiarato morto per overdose, cosa a cui però non crede la moglie, una falsa morte confermata dalle voci di avvistamento del presunto cadavere. Tutti questi casi sono collegati tra loro e portano Doc in una spirale delirante di indagini che, la sua abitudine e fumare ottima erba, non aiuta certo ad affrontare in modo razionale. Doc alla fine si rileva essere quello che viene definito un uomo giusto, si comporta con onestà (cosa che non si può dire del corrottissimo dipartimento di polizia di Los Angeles) e riesce a cavarsela senza troppi danni. Pynchon è grandioso nel giocare con tutti i canoni del poliziesco, stravolgendoli in chiave psichedelica, il romanzo è divertente e anche nostalgico di una cultura (al tempo era la contro-cultura) ormai completamente scomparsa.