sabato 9 luglio 2016

Il cardellino

Titolo: Il cardellino
Autore: Donna Tartt
Editore: Rizzoli
Anno: 2014 (edizione originale 2013)
Traduttore: Mirko Zilahi de' Gyurgyokai
Stelle: 4 su 5
Pagine: 892
In due parole: ci sono perdite il cui dolore è inestinguibile e ci sono oggetti che ci aiutano a restare in equilibrio nonostante tutto 


Theo ha 13 anni quando si reca con sua madre in visita ad un museo, se ne separa perché incuriosito da una sua coetanea e pochi minuti dopo un attentato gli sconvolgerà completamente la vita. Perderà conoscenza per l'esplosione della bomba ma resterà illeso, quando si riprenderà cercherà di aiutare un anziano signore, l'accompagnatore della ragazza che lo aveva così colpito, rimasto gravemente ferito. L'uomo gli affiderà un anello e senza rendersene conto farà sì che Theo si appropri di un prezioso dipinto (Il cardellino del titolo, opera di Fabritius). Theo non vedrà più sua madre, verrà ospitato per un breve periodo dalla famiglia di Andy, un suo amico di infanzia, nelle settimane seguenti porterà l'anello che gli è stato affidato al compagno dell'anziano che ha visto morire e scoprirà che Pippa, la ragazzina del museo, è ancora viva anche se gravemente ferita. Quando sembra che Theo abbia raggiunto un certo equilibrio con la famiglia di Andy ricomparirà il padre e lo porterà a Las Vegas, dove troverà in Boris un grande amico ma anche droga, alcool ed abbandono. Il padre di Theo punta all'assicurazione che gli ha lasciato la madre e trascurerà in maniera imperdonabile questo ragazzino ferito e perso. Quando morrà anche lui Theo si precipiterà a New York e cercherà rifugio proprio dall'uomo a cui aveva riportato l'anello e che gestisce una bottega di antiquario. Anni dopo sembra che Theo abbia finalmente trovato una sorta di equilibrio, per quanto fragile e aiutato dalle droghe, ma il dipinto che ha sottratto al museo continua a tormentarlo. Lo ha portato da New York a Las Vegas, poi ancora a New York dove lo custodisce in un deposito e non sa come fare a restituirlo evitando tutti i guai che si trascinerà dietro, fino a quando combinerà un guaio nel lavoro (nel frattempo è diventato un antiquario) e si troverà coinvolto in un guaio ancora più grosso. Se ho provato a riassumere questa complicatissima trama è anche per farvi capire il perché della mole di questo romanzo in cui succedono un sacco di cose e che nonostante questo riesce a parlare senza enfasi e con delicatezza del dolore della perdita. Theo è un bambino ferito, il piccolo dipinto che in maniera pressoché inconsapevole ha portato via quel giorno, lo aiuta in qualche modo a restare ancorato al mondo, la sua perdita è inenarrabile e non potrà trovare mai consolazione, il trauma non lo abbandonerà mai ma quell'uccellino, che a Las Vegas contemplava quasi in continuazione, riusciva in qualche modo a farlo restare vivo. Perché gli esseri umani non possono essere così terribili se sono capaci di creare cose come quel dipinto e soprattutto se sono capaci di apprezzarle e che non tutto è perduto se, a distanza di secoli dal momento in cui è stato creato, la bellezza di un oggetto, di un'opera d'arte, di un edificio riesce ancora a parlarci e a commuoverci, nonostante tutto.