martedì 29 dicembre 2015

Va', metti una sentinella

Titolo: Va', metti una sentinella
Autore: Harper Lee
Editore: Feltrinelli
Anno: 2015 (edizione originale 2015)
Traduttore: Vincenzo Mantovani
Curiosità: è il seguito di Il buio oltre la siepe
Stelle: 4 su 5
Pagine: 269
In due parole: le radici profonde del razzismo e la necessità di abbattere i propri idoli


Abbiamo dovuto aspettare 45 anni per sapere che tipo di persona è diventata Scout, la voce narrante de Il buio oltre la siepe. La ritroviamo finalmente a 26 anni mentre torna a casa per una breve vacanza da New York, dove è andata a vivere e a lavorare, ama ancora tantissimo la sua città ma sa che non potrebbe mai viverci, continua inolte ad adorare suo padre. Siamo a metà degli anni 50, il movimento di emancipazione dei neri sta facendo i primi passi e causa le prime implacabili contraddizioni. Jean Louise tornando scopre del padre un lato che non conosce, che non si aspetta e ne rimane sconvolta, tutto quello che lui le ha insegnato (o che Scout ha creduto le insegnasse) viene messo in discussione e la sua reazione è violenta. Ci sono due fatti con cui dovrà fare i conti: le radici profonde che nel sud degli USA (e non solo) hanno il razzismo e il disprezzo verso i neri; la necessità di abbattere quella sorta di idolo in cui aveva trasformato suo padre per riuscire ad accettarne le debolezze e le contraddizioni. La natura profondamente razzista degli Stati Uniti è qualcosa con cui le minoranze razziali continuano a fare i conti, ogni volta confermata dai terribili fatti di cronaca e dalle statistiche che vedono i neri come primo gruppo razziale quando si analizza il tasso di disoccupazione, la propensione alla povertà, il rischio di finire in galera, le probabilità di morte violenta... il percorso che porterà ad eliminare il razzismo è lungo e violento, come ben dimostra in piccolo e in tempi più brevi la reazione di Scout a quello che considera un tradimento da parte del padre e delle persone che ama. Dovrà però riconciliarsi con tutto questo, imparando ad accettare appunto il padre per quello che è, un uomo del sud con una mentalità specifica, ed imparando a convivere con il razzismo della sua terra riuscendo allo stesso a non accettarlo nè a giustificarlo mai.